L'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi, stress lavoro-correlato compreso. Il modello INAIL resta in Italia il riferimento per l'adempimento minimo.
Minimo, appunto. Si può fare di più, e in parecchi contesti conviene.
La valutazione dello stress lavoro-correlato di Behavior Factory segue l'impianto INAIL richiesto dalla legge e lo legge in chiave comportamentale, per collegare il rischio rilevato alle prassi organizzative che lo producono.
Lo stress lavoro-correlato è una condizione di squilibrio che si verifica quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Diventa un problema, per la persona e per l'azienda, quando è intenso e si prolunga nel tempo.
Restituisce un punteggio. Il punteggio dice che c'è un problema, non dove sta. E senza quel «dove» il documento di valutazione finisce in un cassetto, come tanti.
Survey costruita sul vostro contesto e interviste 1:1, con la periodicità che la normativa prevede. Le domande sono scritte in modo che le risposte rimandino a comportamenti e prassi, non a impressioni generiche.
Il risultato lavora su due piani.
Il documento di valutazione a norma, la mappa delle aree critiche per gruppo omogeneo e un piano di azioni con indicatori, così alla rilevazione successiva sapete se hanno funzionato.
Quando il tema è più ampio del solo rischio SLC, la rilevazione si affianca alla valutazione del clima organizzativo.

Analisi del comportamento applicata alla valutazione del rischio. Il modello segue l'impianto INAIL previsto dal D.Lgs. 81/2008 e va oltre, riconducendo i fenomeni stressogeni a prassi organizzative precise.
Datori di lavoro e organizzazioni tenuti a valutare il rischio stress lavoro-correlato ai sensi del D.Lgs. 81/2008, che vogliono ricavarne qualcosa di più di un adempimento.
Analisi del comportamento applicata alla valutazione del rischio. Il modello segue l'impianto INAIL previsto dal D.Lgs. 81/2008 e va oltre, riconducendo i fenomeni stressogeni a prassi organizzative precise.
Documento di valutazione SLC conforme, mappa delle aree critiche per gruppo omogeneo e piano di azioni con relativi indicatori.
Valutare il rischio SLC in chiave comportamentale, distinguere il disagio personale dai fattori organizzativi e individuare le aree critiche su cui costruire interventi verificabili.


Non solo il punteggio: anche da dove arriva
Valutazione conforme al D.Lgs. 81/2008 e al modello INAIL, letta in chiave comportamentale: non solo quanto è alto il rischio, ma da quali prassi organizzative arriva.
Datori di lavoro e organizzazioni tenuti a valutare il rischio stress lavoro-correlato ai sensi del D.Lgs. 81/2008, che vogliono ricavarne qualcosa di più di un adempimento.
Valutare il rischio SLC in chiave comportamentale, distinguere il disagio personale dai fattori organizzativi e individuare le aree critiche su cui costruire interventi verificabili.
Survey personalizzata e interviste 1:1, con item scritti in chiave comportamentale. L'analisi risale dalle percezioni alle prassi organizzative che le producono e ne ricava le aree su cui intervenire.
Documento di valutazione SLC conforme, mappa delle aree critiche per gruppo omogeneo e piano di azioni con relativi indicatori.
Indicatori di rischio per area e gruppo omogeneo, confronto con le rilevazioni precedenti, tasso di partecipazione ed effetto delle azioni messe in campo.
Analisi del comportamento applicata alla valutazione del rischio. Il modello segue l'impianto INAIL previsto dal D.Lgs. 81/2008 e va oltre, riconducendo i fenomeni stressogeni a prassi organizzative precise.
Le risposte alle domande che riceviamo più spesso su metodo, servizi e progetti.
Basta contattarci e raccontare contesto e obiettivi dell'organizzazione. Il team propone un primo confronto per analizzare le esigenze e disegnare un percorso su misura tra Behavior-Based Safety, OBM, coaching manageriale o formazione.
BCBA significa Board Certified Behavior Analyst, la certificazione internazionale che attesta la competenza nell'analisi applicata del comportamento. Garantisce interventi progettati secondo standard scientifici riconosciuti, con misurazione oggettiva dei risultati.
Un team di consulenti di direzione e analisti del comportamento certificati BCBA. Luca Giani, psicologo e BCBA, guida la società; Davide Mazzola, ingegnere della prevenzione, e Gianluca Ghezzi, psicologo e BCBA, completano il gruppo.
Behavior Factory ha sede a Lomazzo (Como), presso l'Innovation Hub ComoNEXT. Fondata nel 2019, opera su tutto il territorio nazionale e su progetti internazionali, sia in presenza sia da remoto.
No, è l'opposto. Le osservazioni della Behavior-Based Safety sono anonime e non hanno finalità disciplinari: servono a riconoscere i comportamenti sicuri e a rimuovere gli ostacoli organizzativi. Coinvolgiamo i lavoratori fin dalla scelta dei comportamenti da osservare.
No. La Behavior-Based Safety non sostituisce DVR, formazione obbligatoria e adempimenti del D.Lgs. 81/2008: li integra, agendo sui comportamenti quotidiani delle persone e trasformando le procedure in abitudini reali.
L'atteggiamento è un giudizio soggettivo e non misurabile; il comportamento è un'azione osservabile, come indossare i guanti prima di lavorare. Lavoriamo solo su comportamenti, perché solo questi permettono obiettivi oggettivi e verificabili.
Il modello A-B-C analizza il comportamento in Antecedente (ciò che lo innesca), Behavior (l'azione) e Conseguenza. Interveniamo sulle conseguenze, perché sono queste a determinare se un comportamento si ripeterà nel tempo.
La leadership comportamentale definisce il leader per ciò che fa, non per ciò che è. Sul modello di Aubrey Daniels, l'efficacia si misura dai comportamenti dei collaboratori. Il corso fornisce strumenti di feedback, rinforzo e definizione degli obiettivi applicabili da subito.
È la formazione aggiuntiva per dirigenti e preposti prevista dal D.Lgs. 81/2008. Unisce l'obbligo di vigilanza all'approccio OBM basato sul rinforzo positivo, per correggere i comportamenti a rischio senza ridurre la vigilanza a un puro esercizio sanzionatorio.